Interviste Convegno dell’Ordine Nazionale dei Biologi a Francolise (Caserta)

Un estratto delle interviste del Convegno dell’Ordine Nazionale dei Biologi a Francolise (Caserta) del 7 luglio 2018.
Video interviste a Andrea del Buono, medico ricercatore.

Video interviste a Andrea del Buono, Armando D’Orta, biologo ricercatore

Ecco la dieta che allunga la vita nella Terra dei fuochi

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Una dieta a base di grani antichi mediterranei e germogli per combattere l’intossicazione da metalli pesanti nella Terra dei Fuochi, territorio a cavallo tra le province di Caserta e Napoli in cui i cittadini sono più esposti, proprio a causa dei roghi tossici di rifiuti, all’inalazione di sostanze pericolose.

La soluzione è emersa dal convegno dal titolo “Terra dei fuochi. La linea di partenza”, organizzato a Francolise (Caserta) dall’Ordine Nazionale dei Biologi (Onb), che ha riunito 200 iscritti nella sala conferenze dell’Agriturismo Borgorosa.

Le conseguenze del riconoscimento della professione di Biologo tra le professioni sanitarie sono ancora prevalentemente da valutare, tuttavia vi è la consapevolezza che si sono gettate le basi non solo per un compito oggi indifferibile che è la prevenzione primaria che inizia sempre con un’alimentazione sana e soprattutto valorizza ed integra la professione del nutrizionista in un Team multidisciplinare, questo consente una piu’ ampia possibilità di impiego e lavoro stabile.
La legge appena approvata è il presupposto sul quale realizzare anche una formazione permanente orientata a valorizzare la risorsa umana e professionale del nutrizionista come protagonista centrale ed indispensabile in un team integrato multidisciplinare.

In una alimentazione sana spesso i grassi sono etichettati come principali responsabili del dilagare di obesità, diabete, malattie cardiovascolari, cancro ecc.. solo di recente con l’avvento della lipidologia si è riconosciuto il ruolo fondamentale che i grassi hanno nel mantenere l’equilibrio metabolico cellulare. Ridurne il consumo non solo non si sono ridotte le patologie correlate ai lipidi, ma si è minato il corretto metabolismo cellulare e quindi la nostra salute.
Nell’alimentazione umana gli acidi grassi di origine vegetale e animale ricoprono anche un ruolo strutturale e metabolico di primaria importanza, inoltre proprio queste alterazioni oggi possono essere analizzate e studiate e riparate sia con la dieta che con la nutraceutica.

L’interesse nei confronti dei lipidi risulta così molto aumentato diventando oggetto di analisi e di prevenzione (primaria e secondaria). Si è cominciato infatti a capire che queste sostanze sono essenziali per la regolazione di uno dei più importanti meccanismi attraverso i quali le cellule rinnovano ed eliminano componenti non più funzionanti, cioè la capacità di riparare i danni cellulari.
Tale processo prende il nome di autofagia cellulare (Yoshinori Ohsumi, Nobel 2016) si attiva in modo particolare in alcune circostanze critiche quando, ad esempio, una cellula si trova in uno stato di grave carenza di sostanze nutritive, oppure quando la cellula è infetta, o quando alcuni organelli di importanza cruciale, come i ribosomi e i mitocondri, sono gravemente danneggiati e disfunzionali.

Conoscere questi meccanismi molecolari ci consente di intervenire sul complesso meccanismo di riparazione (autoguarigione) cellulare, giacchè i principali danni da insulti di tipo ossidativo, si verificano sulle parti lipidiche, diventa indispensabile riconoscerle ed intervenirte con un’alimentazione bilanciata e la nutraceutica. Riconoscere la lipossidazione e trattarla, significa interferire su tutte le patologie cronico-degenerative, dalla malattia di Alzheimer al morbo di Parkinson, dalla steato-epatite al diabete mellito, fino al cancro, obiettivo prioritario di questo corso. È in questo contesto che si inserisce questo corso, la cui finalità è, appunto, quella di analizzare la struttura, la funzione e le reciproche interazioni dei lipidi nei sistemi biologici, nel contesto del metabolismo, in condizioni sia fisiologiche che patologiche.

A complicare le cose interviene l’inquinamento ambientale. Non sempre infatti è possibile riequilibrare le membrane senza identificare e correggere i fattori noti ambientali che rallentano o in taluni casi bloccano l’autofagia cellulare. L’esposizione a metalli pesanti è dunque una nuova emergenza ambientale: si
ricorrere al mineralogramma del capello per riconoscerne il rapporto quali-quantitativo accumulato in genitori e figli. Sarebbe addirittura possibile biomonitorare le popolazioni esposte ad agenti inquinanti come quelle che vivono nella terra dei fuochi come già suggerito (20 Novembre 2013) dal “Tissue Microarray Whorkshop on: TMA technology applaid to Biomarker Validation and Diagnostic applications” tenutosi all’University City Science Center del College of Science and Technology della Temple University di Philadelphia. Conseguentemente, si potrebbe infine incidere profondamente attraverso mezzi di bonifica, riducendo le malformazioni congenite.

 

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Il test mineralometrico del capello e’ un test ufficiale o alternativo?

Il test per lo studio dei minerali tossici  e nutrizionali nel capello è un test validato scientificamente, riconosciuto dall‘O.M.S. (organizzazione mondiale della sanità) e dall’E:P.A. (environmental protection agency).

Il journal of american  medical  association, una delle più importanti riviste scientifiche di medicina, ha pubblicato un articolo che informa gli operatori medici  e sanitari, circa l’importanza di questa analisi, mettendoli in guardia dai rischi di test sul capello mal condotti  (apparecchiatura non standardizzate) o peggio una interpretazione fuorviante, offrendoci  di conseguenza un quadro totalmente impreciso della situazione minerale dell’organismo testato.

A cosa serve il mineralogramma del capello?

il mineralogramma attraverso l’analisi del capello permette di rilevare la quantità e la qualità dei minerali (oligoelementi nutrizionali e tossici) presenti nel capello, sia per rilevarne eventuali carenze di oligoelementi (nutrizionali) indispensabili a regolare le fisiologiche vie metaboliche e sia di sostanze nocive (metalli tossici) che bloccano ed ostacolano le reazioni enzimatiche delle principali vie metaboliche endocellulari, favorendo l’invecchiamento cellulare patologico (Ipertensione, diabete, malattie cardio-vascolari, malattie neurovegetative, cancro ec..).

 

Perché il capello?

  1. Il metodo di campionamento è semplice e incruento, si effettua il taglio dei capelli quando più vicino è possibile al cuoio capelluto (fig.1); prendere solo i primi due-tre cm di lunghezza (fig.2) da almeno 4 punti: Parietale dx, sx occipitale dx, centro e sx, vedi figura. Il prelievo dei capellideve essere effettuato nelle zona indicate, ma in casi particolari è possibile prelevare il campione anche dal pube, specificandolo nell’apposita casella della scheda anamnestica. La quantità necessaria è di un grammo di capelli (equivalente circa alla quantità contenuta in un cucchiaio da minestra), che costituisce la parte utile per effettuare l’analisi. L’eccedenza deve essere scartata (fig.3). Inserisci tutto nella bustina con l’allegata scheda e spedisci (fig.4).
  2. Il capello è facile da conservare e ne servono pochissimi, circa un grammo, e non si modificano in composizione nel tempo.
  3. I livelli dei minerali nei capelli sono significativamente più rappresentativi che nel sangue.
  4. I capelli sono la sede di deposito e/o di eliminazione dei vari minerali, che il corpo elimina, compresi i tossici.
  5. I capelli sono un tessuto e come tale ci consentono di studiare l’accumulo dei minerali intracellulare.

Fig.1

Tagliare i capelli quanto più vicino possibile al cuoio capelluto

 

Fig.2

tagliarne a  2 – 3 cm di lunghezza dal bulbo

 

Fig.3

 

eliminare la parte eccedente non utile per l’esame

 

 

Fig.4

 

 

                     Imbustare e spedire a: Consorzio Sannio Tech, Strada Statale 7 Appia, 82030 Apollosa BN

 

 

I Capelli una volta pervenuti nel laboratorio saranno micro inceneriti in ambiente sterile e a temperature elevatissime. Il materiale ottenuto attraverso l’incenerimento viene successivamente analizzato con uno spettrofotometro di massa ad assorbimento atomico, che permette di verificare la composizione quali-quantitativa dei minerali che ben interpretata rispecchierà lo stile di vita, lo stato psico-fisico e la dieta alimentare della persona che ha richiesto l’autoanalisi. Così, ricorrendo ad un’analogia, possiamo dire che come nel tronco dell’albero è inscritta la sua storia di vita, rappresentata in strati che si sovrappongono in larghezza, così il fusto del capello incorpora le tappe della sua storia di vita e ce le mostra in strati che si sovrappongono in lunghezza. Questo vuol dire che se vengono prelevati capelli della lunghezza di 3 cm, considerando che crescono in media 1 cm al mese, è possibile datare in 3 mesi il valore temporale della composizione chimica rilevata e sfruttare questo dato per individuare i fattori deleteri intervenuti in quel periodo.

 

Interpretare il mineralogramma

La valutazione dei risultati del mineralogramma è invece molto complessa e richiede competenze multidisciplinari, infatti bisogna deve tener conto non solo del risultato del campione, ma anche di come questo è stato trattato dal proprietario come ad esempio colorazioni, trattamenti di bellezza nonché colore ultimo ed originario: Infatti:

  • i capelli originali molto scuri contengono più rame;
  • i capelli originali neri contengono più magnesio;
  • nei capelli originali castani si trova più piombo;
  • i capelli originali rossi contengono più ferro;
  • i capelli originali biondi contengono meno zinco rispetto agli altri;
  • nei capelli originali delle donne si rileva più rame, magnesio, cobalto e nichel;
  • i capelli originali bianchi contengono livelli inferiori di rame e manganese;

 

Il risultato ben interpretato fornisce indicazioni estremamente utili per: 

  • stabilire carenze di oligoelementi da integrare attraverso un’alimentazione più bilanciata;
  • evidenziare la presenza di una quantità anomala di radicali liberi;
  • una dieta equilibrata;
  • rilevare una elevata presenza di metalli tossici come biomarker ambientale e di vita (indice di inquinamento ambientale o alimentare);
  • rilevare un deposito eccessivo di tossine da fumo di sigaretta;

 

Bibliografia

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La salute: un equilibrio dinamico … nelle relazioni, nell’alimentazione, nelle arti e nello sport

Oggi c’è una ricerca esagerata di salute, fatta spesso attraverso vie distorte, senza tener conto che il nostro benessere dipende da vari fattori, non solo dall’assenza di malattia.
Si può star bene anche se ammalati, se si è in equilibrio con se stessi e con ciò che ci circonda.
Ciò che mangiamo, le relazioni che abbiamo, la musica che suoniamo o ascoltiamo, l’ambiente in cui viviamo….incidono sullo stato di salute di cui ognuno è responsabile per se stesso e per gli altri.
Quando vi è disordine e irregolarità fra gli aspetti della nostra vita, non c’è armonia, quindi non c’è “salute”.
L’appuntamento su “La salute: un equilibrio dinamico…nelle relazioni, nell’alimentazione, nelle arti e nello sport” che si terrà presso l’Hotel Selene & Selene Sporting  a Pomezia (Roma) dal 25 al 27 maggio c.a. vuole pertanto porre il focus su un elemento fondante per la tutela della salute e la promozione del benessere delle persone,  informando e educando ai sani stili di vita, a partire dalle abitudini alimentari.
Le riflessioni e gli approfondimenti tematici inseriti nel programma desiderano offrire ai partecipanti un approccio multidisciplinare  ed esperienziale al fine di mantenere in equilibrio le diverse parti della persona.
Non solo! L’auspicio è che si possa realizzare una rete di persone interessate a confrontarsi e dialogare sulle esperienze professionali relative ai diversi ambiti di appartenenza.
Di tanto è utile che siano consapevoli tutti i professionisti, esperti dei diversi settori, appassionati, educatori a vari livelli ed operatori sanitari che nel quotidiano possono positivamente orientare le nostre scelte.

L’OROLOGIO DELLA VITA:IL SEGRETO DELLA SALUTE ULTRACENTENARIA.

Teano Tenuta San Massimo
16 Dicembre 2017
Ore 16:00

             L’invecchiamento cellulare è un’alterazione metabolica che nasce nella cellula, alla base di tutte le malattie croniche (diabete, ipertensione, cardiopatie, cancro ecc..): si tratta dell’ Inflammaging. L’inquinamento ambientale e l’alimentazione sono concausa (talvolta la principale) di tale processo. Controllando questi due aspetti possiamo intervenire con successo al fine di riequilibrare le nostre cellule, riparando i danni metabolici causati dall’accumulo di tossine. Ciò ci consente di:

– migliorare direttamente o indirettamente il metabolismo di proteine, carboidrati, e grassi (per esempio dimagrire e mantenere più facilmente un adeguato Indice di Massa Corporea);

– migliorare le funzioni endocrino-metaboliche età correlate nell’uomo e nella donna;

– invertire l’evoluzione delle malattie neurodegenerative.

– invertire il danno da arteriosclerosi;

– controllo delle sindromi autoimmuni;

– prevenire il cancro;

 

L’incontro si propone di offrire ai partecipanti una visione globale delle ultime novità in ambito nutrizionale e verrà esposto ed approfondito il tema dell’alimentazione come quotidianità della nostra famiglia e come stile di vita.

Perché sostenere la ricerca sulla riprogrammazione cellulare

Una ricerca molto singolare unica e tutta italiana: combattere le alterazioni epigenetiche alla base dello squilibrio della cellula tumorale nel tentativo di riprogrammarne il genoma attraverso un ripristino dei suoi corretti segnali. Questo fenomeno potrebbe cambiare il paradigma scientifico dell’immortalità della cellula neoplastica. Un articolo pubblicato nel 1988 su Cancer Letter dell’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Università di Trieste insieme a ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è la premessa su cui si basa la nostra ricerca: studiare i tumori come se fossero patologie reversibili. I dati mostravano infatti come fattori del microambiente embrionario fossero in grado di riprogrammare le cellule tumorali, riconducendole ad un comportamento normale.

Sostienici, se puoi.

 

Programma:

“Presentazione della Fondazione DD Clinic in memoria di G. Squeglia. “

Presidente: Ventriglia Maria Luisa

Programma e Relatori

Cellule Staminali Vegetali: Germogli e Gemme

Francesco Dott. Di Tuoro

Ghiandola Pineale “L’interruttore Biologico”

Dott. A. Del Buono

Combattere le patologie con l’alimentazione:”Il Digiuno Terapeutico”

Dott. A. D’Orta

Differenze tra le  coltivazioni convenzionali  e Biologiche

Dr.Nicola De Monaco

Concluderanno

Dott.ssa Luz Marina Donninelli

               chef Michele Neri

Ospite d’Onore: M° Antonio Pompa

 

Stage Anti-Age