Il 30 settembre presso il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, si terrà il primo evento ufficiale della Fondazione.

Tra i relatori, come Presidente Onorario della “DD Clinic Research Insitute” interverrà il Prof. Giulio Tarro, candidato al Nobel 2015.

La partecipazione è gratuita.

Il tema del Convegno è spiegare come una modifica dello stile di vita e una adeguata educazione alimentare possono significativamente migliorare parametri metabolici e psicofisici riproducibili .

In qualità di osservatori privilegiati del territorio come medici di primo livello, possiamo asserire che le scelte alimentari nella cosiddetta Terra dei Fuochi, siano attualmente caratterizzate da un clima di paura e incertezza. A causa di ciò, i cibi scelti dai cittadini sono per lo più alimenti preconfezionati/industriali, conservati, a prevalenza di proteine animali. Inoltre i pochi vegetali assunti sono comunque provenienti dai mercati nostrani.

Questo tentativo di proteggersi induce a ridurre l’acquisto di alimenti freschi a prevalente componente vegetale e rinforza comportamenti di autoterapia utilizzando impropriamente e in eccesso sostanze classificate come integratori alimentari e pertanto considerati sicuri. Tuttavia molti eccipienti (es. Biossido di titanio) ivi contenuti, possono essi stessi avere effetto genotossico.

Il problema tuttavia ha origini più lontane, in quanto manca totalmente la cultura alimentare sia nella famiglia che nella scuola. Mancano informazioni sulla scelta e acquisto dei cibi, nonché  sulla modalità di preparazione delle pietanze, conoscenze che permetterebbero alle persone di superare le difficoltà attribuite alla mancanza di tempo da dedicare alla cucina.

La letteratura da noi analizzata e studiata, ci consente di suggerire una via per la prevenzione dai danni ambientali. Studi pubblicati su costi/benefici pongono problemi di ordine etico ed economico tuttavia, utilizzando un approccio multidisciplinare e algoritmi validati a livello internazionale che consentano di quantificare economicamente le malattie o le morti risparmiate, sarebbe possibile aiutare i policy-maker a decidere, in modo efficace, come allocare le limitate risorse economiche disponibili verso interventi ambientali così complessi.

L’uso di questi algoritmi può contribuire alla massimizzazione delle risorse destinate alla tutela di ambiente e salute, trasformando un contesto di incertezza in un rischio calcolabile. Quelli che oggi sono dei costi, si trasformeranno domani in un guadagno per malattie e morti risparmiate.

Assumendo che i benefici siano osservati vent’anni dopo, e dureranno per i successivi trent’anni, gli algoritmi permettono di stimare e dosare le risorse da investire, che debbono essere proporzionali al risultato previsto in modo da evitare sprechi e mal investimenti.

Tutto ciò è, a nostro avviso possibile, semplicemente controllando l’alimentazione, e inserendo nei piani di studio, a partire dalla scuola primaria, la scienza dell’alimentazione.

Infine, i metalli pesanti giocano un ruolo importante, ma non unico se consideriamo l’insieme di tutti i tossici ambientali, nonchè l’effetto dose cumulativo. Il nostro suggerimento è il loro importante utilizzo come biomarker dello stile di vita del paziente, e della salute del territorio.

Scarica qui il programma dell’evento

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